giovedì 12 marzo 2009

PROMUOVIAMO IL BUS!

Il rilancio del mezzo pubblico passa anche la pubblicità. Anche questo manca dalle "nostre parti"




IL FASCINO DEL TRAM

Assistiamo oggi ad una riuscoperta di un mezzo pubblico presente in tutte le città in passato e via via dismesso per incompatibilità con il traffico autombolitico. E' il tram, che vincolato alle rotaie non può bypassare i nodi congestionati e gli intasamentio ma può superare la lunghezza massima di 18 m ammessa per i veicoli a gluida libera.

Oggi assistiamo ad una nuova declinazione di tram: il tram sur pnew, il tram su gomma come è quello della Translohr di Padova, primo in Italia.

POESIA

“E’ un finto senso di movimento che questa fila di automobili ora ferma trasmette,
scoppiettando, poi si muove ed è lo stesso che se fosse ferma, il movimento è finto,
non fa che ripetere cartelli e strisce bianche e massicciate;
e tutto il viaggio non è stato altro che un finto movimento
nell’immobilità e indifferenza di tutto quello che è fuori”


Italo Calvino – Il sangue, il mare

NOSTALGIA DEI TEMPI PASSATI

E Rovigo dedicò una poesia ad un...filobus!

Isa

Chi te ricorda più, vecia coriera,
Ultima diligenza de cità.
Baldraca a quattro rode, insbeletà
De verde e zalo, baracon da fiera

E machina de tuti, gran zavata.
Careta sderenà, mussa a motore
Impelicià de tempo e de vapore,
museo ambulante, scatolòn de lata…!


E chi saràlo stà ch’el rovigoto
De altri tempi che gà ‘vu el bon gusto
De intaconarte el nome adato, giusto,
Confidenziale, alegro e tracagnoto

Caro nome de serva contadina
Calà in cità a servire l’Avocato,
El Farmacista, el Podestà, el Curato
De la vecia Rovigo in cartolina…

Serva de tuti, te sì stà, coriera,
Serva de tuta quanta ‘ne fameja:
Rovigo de altri tempi, manco sveja,
Ma più onesta, più semplice, più vera,

Tuta listòn da sgàlmare, sentieri,
Pòrteghi, orti, corte de pegnate,
Quinte de piera che pareva fate
Aposta pa’l teatro de Palmieri.

E senza distinzion te ghe servio
Siori sfondà, onorevoli, po’aréti,
guardie, sassini, nobildonne, preti,
(zente importante o col tacon de drio)

Scienze, bagiani, farabutti, santi…
E in do regimi, senza far politica,
Vecia coriera amabile e ridicola,
A te gà menà in giro tuti quanti.
El tò dovere gèra de servire
Senza badare a questo o a chel capello
Ghe fosse tempo bruto o tempo belo,
El To mestiere gera de partire

Portare i rovigoti a la Stazion
Coi to eteni viageti giornalieri,
O andarli a tore come forestieri
Par descargarli in piazza, sul listòn

ma un bruto giorno de tant’ani fa,
Visto che el cuore te bateva male,
Se ga riunio la giunta comunale
Par darte el benservìo che tuti sa.

I t’à mandà, partendo da la Borsa,
nel çimitero de le robe vece,
da Romanin, fra tubi roti e sece
(l’ultimo viagio, l’ultima to’ corsa),

Par farghe largo in nome del Progresso,
a le coriere alegre sempre più,
Che co’ la moda che gh’è in giro adesso,
le se ribela e no’ le serve più.


A. Savaris

CURA E RISPETTO




Quale interesse per il mezzo pubblico oggi?

SCRIVI LA TUA OPINIONE!


CRITERI PER UN SERVIZIO DI QUALITA'

Un servizio di trasporto pubblico ben strutturato può diventare veramente concorrenziale: nel Nord Europa questo abitualmente accade: sono molti i casi documentati di città – non necessariamente metropoli – in cui il servizio pubblico è abbondantemente impiegato.
Anche Zurigo – città la cui area metropolitana conta meno di 1 milione di abitanti – il servizio pubblico tram, filobus, ferrovia urbana assorbe una consistente porzione della domanda di mobilità all’interno della suddetta area metropolitana.
In Italia la maggior parte delle aziende di trasporto pubblico non vantano fatturati in positivo : IL TRASPORTO PUBBLICO NON E’ CONCORRENZIALE RISPETTO L’AUTO PRIVATA sia nelle grandi conurbazioni (Milano, Torino, Roma e Napoli) sia nelle medie realtà (Padova e Bologna, Firenze e Pescara etc.) ancora nei piccoli centri/ambiti territoriali.
Rovigo e il Polesine rientrano in quest’ultimo gruppo.
La principale antagonista del mezzo pubblico è l’autovettura privata.
L’autovettura privata assicura almeno tre gradi di libertà in misura maggiore rispetto i mezzi pubblici:
1. assicura spostamenti in qualsiasi direzione/verso qualsiasi polo attrattore secondo i desideri del conducente/viaggiatore, libero di scegliere itinerario e tempi, soste e andatura.
2. è massimamente accessibile
3. garantisce elevato comfort del viaggiatore.
E’ necessario investire su questi aspetti per garantire il rilancio del servizio pubblico.

ACCESSIBILE
1.1 Frequente alla fermata (ridotti tempi di attesa)
1.2 Regolare nel servizio
1.3 Comodamente raggiungibile (la fermata sia vicina)
1.4 Facile utilizzo dei mezzi e facile comunicazione delle informazioni (paline, avvisi etc.)
1.5 Facilmente acquistabile il titolo di viaggio.
1.6 Costo del servizio proporzionato all’offerta.

STRUTTURATO
2.1 La rete è capillare e raggiunge i poli attrattori.
2.2 Copertura oraria giornaliera
2.1+2.2 EFFICACE
2.3 Garantiti facili interscambi tra i mezzi dello stesso “modo” e di altri “sistemi”
2.4 integrazione logistica e tariffaria
2.5 Sono ridotti i tempi di viaggio grazie a migliorie nella infrastruttura (ex. corsie riservate/sede propria) o nei mezzi (pedane per incarrozzamento/pianale ribassato dei mezzi)
2.6 Offerta commisurata di volta in volta alla domanda reale (l’azienda elabora strategie operative e piani di sviluppo)
COMFORTEVOLE
3.1 affollamento
3.2 sicurezza (da scippi o incidenti)
3.3 posti a sedere offerti
3.4 velocità comm.le (vedi 2.4)
3.4+2.4 EFFICIENTE
3.5 qualità ambientale del mezzo e delle stazioni
3.6 pulizia dei mezzi
3.7 tecnologia dei mezzi (telecamere, pianale ribassato, climatizzazione, design)
3.8 Grado di vetusta e tipologia di veicolo.
3.9 Puntualità servizio
3.10 Attenzione all’ambiente

TRA PASSATO E PRESENTE




Alcune immagini che narrano la storia centenaria dei mezzi pubblici in città

ROVIGO, CITTA' MALATA



Rovigo è malata, come le grandi città, più delle grandi città.
In un abitato piccolo come il nostro, si moltiplicano i luoghi di congestione stradale; lo stile e la qualità della vita hanno subito un peggioramento in questi anni per effetto dell’inquinamento atmosferico e acustico; per effetto del disagio, dei tempi e dei costi impliciti ed espliciti del muoversi.
Da anni sono in corso politiche per far fronte alla crescita del traffico: dall’ampliamento di arterie stradali alla creazione di nuovi spazi parcheggio ma alcun potenziamento o modifica significativa dell’assetto e dell’organizzazione del servizio di trasporto pubblico locale è stata attuata.
Il morbo che affligge la nostra città è il controsenso: aumentano le auto per abitante, ma non crescono gli utenti del trasporto pubblico.
In questa direzione muove questa indagine sul trasporto pubblico locale nel contesto comunale del capoluogo ed estesa poi alla scala territoriale provinciale, con l’obiettivo primo di individuare alcuni aspetti critici del servizio attuale di trasporto collettivo e formulare ipotesi e proposte di riforma futura. Si vogliono capire e interpretare le cause per cui a Rovigo gli autobus siano sempre vuoti o carichi di un numero esiguo di utenti; si vogliono individuare i motivi che giustificano perdite di anno in anno di utenti nel servizio extraurbano.
Mancanza di interesse verso il servizio pubblico o servizio pubblico mancante e mal strutturato?
Recenti esperienze sui trasporti collettivi condotte in città europee, non necessariamente grandi conurbazioni, hanno dimostrato come questa risorsa possa essere un antidoto capace di calmierare l’esplosiva mobilità privata.
Oggetto degli studi europei, l’integrazione modale, logistica e tariffaria tra i mezzi pubblici. In Polesine nulla è a sistema!
Le tre linee ferroviarie spaccano come cardo e decumano la Provincia, ma il servizio ferroviario
non è integrato alla capillare rete, di trasporto su gomma.
Fra i Comuni con territori contermini a Rovigo, alcun coordinamento tra servizio suburbano comunale ed extraurbano.
La staticità negli ultimi anni dei servizi e il mancato sviluppo di infrastrutture di trasporto pubblico collettivo, ha impedito l’evoluzione dell’offerta, e la crescita del valore del prodotto “trasporto pubblico”.
Il paesaggio si trasforma: nuovi insediamenti residenziali, nuove polarità territoriali.
Ma la rete non si rapporta alle mutate condizioni.
L’assenza poi di azioni sinergiche tra Enti preposti al governo dei servizi, la mancata attuazione di forme di integrazione logistica da parte di Aziende e Gestori dei servizi di trasporto, sono i principali ingredienti della perdita di concorrenzialità del mezzo pubblico sull’auto privata.
E il fallimento del trasporto pubblico da anni, con sempre maggior forza, si ripete nel nostro Polesine.E’ urgente oggi attuare interventi che invertano i trend negativi registrati dall’esercizio di bus e pullman; non solo con azioni politiche ed istituzionali, con studi e indagini, con impegno economico e professionale, soprattutto con il coinvolgimento e l’educazione di tutta la comunità, a cui, in ultima, il servizio è rivolto.